Concerto di Capodanno

Concerto di Capodanno

Domenica 1 gennaio 2012 |ore 17.00


direttore Roberto Parmeggiani

pianoforte solista Roberto Cappello

Orchestra Sinfonica G. Rossini


Programma

 

PЁTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ

Concerto n. 1 in Si bemolle minore per pianoforte e orchestra, op. 23
Allegro non troppo e molto maestoso - allegro con spirito
Andantino semplice - prestissimo - tempo I
Allegro con fuoco

Il lago dei cigni suite dal balletto, op. 20

 

A cura di Saul Salucci.

In collaborazione con Comune di Fano Assessorato alla Cultura


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Il Concerto n.1per pianoforte e orchestra è uno dei concerti pianistici più eseguiti in tutto il mondo, celebre per la sua grandezza monumentale, ed è il più noto dei tre composti da Čajkovskij.

Venne inizialmente dedicato a Nikolaj Rubinstei, direttore del Conservatorio di Mosca e pianista virtuoso, con il proposito che lo stesso lo eseguisse per la prima volta in pubblico. L'accoglienza di questi fu decisamente negativa: criticò aspramente il concerto ritenendolo "banale, rozzo e mal scritto" oltre che "ineseguibile", e pertanto chiese al compositore una sostanziosa revisione che venisse incontro ai suoi gusti.

Čajkovskij si rifiutò di modificarne anche solo una nota, decidendo di dirottare la sua dedica su un altro grande interprete dell'epoca, il celebre pianista, direttore d’orchestra e compositore Hans von Bülow, che definì l'opera "così originale e nobile!". Ironia della sorte, von Bülow successivamente eliminò il concerto dal suo repertorio, mentre Rubinstein finì per dirigerne la premiere moscovita e ad eseguirne la parte solistica in numerose occasioni. La prima esecuzione del concerto avvenne il 25 ottobre 1875 a Boston con Bülow al piano e Benjamin Johnson Lang a capo dell'orchestra. Il debutto in Russia avvenne una settimana dopo a San Pietroburgo con il pianista russo Gustav Kross ed il direttore ceco Eduard Nápravník.

L'opera, nonostante fosse stata predisposta per un lavoro tipicamente di derivazione occidentale, conserva in buona parte forme e timbri della musica popolare russa cui spesso Čajkovskij fa riferimento.

L’introduzione del primo tempo è forse il momento più noto dell’intero concerto, e consiste in un’ampia melodia cantata degli archi ed accompagnata da possenti accordi del pianoforte. L’Allegro con spirito che segue ha un carattere inizialmente intimo e si apre con un primo tema ben ritmato che si ispira ad una canzone popolare ucraina: Il canto dei ciechi. Il secondo tempo si apre con una cantilena notturna del flauto accompagnata dal pizzicato degli archi che il pianoforte riprende con sonorità liquide e trasognate. Il concerto si conclude con un Allegro con fuoco il cui ritmo danzante è direttamente ispirato ai modi del folklore russo.

 


Nato dalla elaborazione di una composizione scritta da Cajkovskij nel 1871, in vacanza, per divertire i nipoti e i loro piccoli amici, Il lago dei cigni costituisce l’esempio capostipite della rinascita musicale di questa forma di spettacolo. Le musiche per il balletto vennero commissionate a Cajkovskij dai Teatri Imperiali di Mosca nel giugno del 1875; solo un mese più tardi i primi due atti erano già stati abbozzati e i due seguenti furono composti qualche tempo dopo: la partitura fu compiuta il 22 aprile del 1876. Il debutto de Il lago dei cigni, al Teatro Bolscioi di Mosca, il 4 marzo del 1877. La prima versione fu un grande insuccesso; la coreografia era stata infatti affidata all’austriaco Wenzel Reisinger che della partitura originale di Cajkovskij abolì un buon terzo, sostituendo con ballabili più o meno in voga. Pochi mesi dopo la morte del musicista (1893), il coreografo del Teatro Mariinsky, il francese Marius Petipa, considerando il successo dell’altro balletto cajkovskijano La bella addormentata nel bosco, pensò di riproporre una nuova versione del balletto. Il 29 febbraio del 1894, al Teatro Marijinskij di Pietroburgo andava in scena solo il secondo atto, quasi per sondare l’atmosfera, e riscosse un successo indiscusso che decretò la fortuna dell’opera. Il 17 gennaio 1895 la ballerina Pierina Legnani, con i suoi entusiasmanti fouettés, imponeva sempre a Pietroburgo, l’edizione integrale.

In sede di esecuzione concertistica il balletto è presentato secondo una suite, una specie di riassunto, diviso in sei parti, realizzato dallo stesso Cajkovskij nel 1882. Questa versione sinfonica è la più conosciuta ed eseguita dalle orchestre di tutto il mondo.

 

Roberto Cappello, pianoforte

Ha iniziato gli studi con il padre, imparando a suonare sin da giovanissimo sia il pianoforte sia il violino. A sei anni ha esordito in pubblico, presso la prestigiosa Konzerthaus di Vienna, suscitando grande entusiasmo di pubblico e di critica. Ha quindi proseguito lo studio del pianoforte con il M° Rodolfo Caporali, con il quale si è diplomato presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma nel 1974. Lo stesso anno vince il Concorso Pianistico "Città di Senigallia" e "Maria Canals" di Barcellona, nel 1975 il Concorso Nazionale di Treviso e nel 1976 ha vinto il Primo Premio al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, premio che da 25 anni non veniva assegnato ad un pianista italiano.



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