Tempo ritrovato

sab 23 gennaio 2021, ore 21.00

PRIMA VISIONE
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Tempo ritrovato

Video poema musicale
scritto e diretto da Cecilia Ligorio e Benedetto Sicca
da un'idea di Cecilia Ligorio e Luciano Messi

A seguire un incontro su
La lirica nella rete: novità déjà-vù e
 prospettive
con
Igor Giostra
, Presidente Fondazione Rete Lirica delle Marche
Carlo Fontana
, Presidente AGIS
Fabio Vittorini
, Docente Università IULM di Milano
e gli autori di 
Tempo ritrovato

modera
Angelo Foletto
, Associazione nazionale critici musicali

video designer Giovanni Culmone
sound designer Renato Grieco
light designer Ludovico Gobbi
drammaturgia musicale Chiara Mallozzi
assistente ai video Margherita Simionati

con
Francesca Di Sauro (mezzosoprano)
Simone Tangolo (attore)

pianoforte Cesarina Compagnoni e Claudia Foresi

Quintetto d’archi della FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana
Alessandro Cervo e Simone Grizi violini
Francesco Vernero viola
Alessandro Culiani violoncello
Luca Collazzoni contrabbasso

Sestetto dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini
Elena Giri flauto
Lavinia Tassinari e Paride Battistoni violini
Noris Borgogelli viola
Luca Bacelli violoncello
Daniele Gemignani contrabbasso

direttore di scena Irene Lepore
direttore tecnico del Teatro della Fortuna Ivan Biagioli
macchinisti Francesco Lozzi, Luca Mugnai (Coop. Opera), Stefano Ortolano
elettricista Pietro Pettinari
scenografo realizzatore e attrezzista Laura Paci
responsabile costumi Elisabetta Seu
sarta di scena Anna Albano
responsabile trucco e acconciature Sara Croci

Casa in penombra, TV accesa, pesce rosso sul tavolo.

Simone, solo, accartocciato in una vecchia poltrona guarda C’era una volta in America: “Che hai fatto in tutti questi anni Noodle?” – “Sono andato a letto presto…”. Lo conosce a memoria quel film.

Quando inizia il tema più familiare e malinconico, la musica precipita Simone in un sogno. La casa esplode negli spazi di un teatro e il dedalo della memoria si fa presente: desideri, perdite e paure prendendo le sembianze di una donna che con lui danza nel labirinto della mente, in un viaggio di seduzione e conquista, gioco e abbandono… fino alla commovente catarsi dell’addio. Simone si risveglia, la danza lascia il posto ad un desiderio nuovo. Dalle sue labbra esce una melodia sottile e pervasiva: Hallelujah. Attraverso la musica cerca un nuovo senso di sé, del silenzio che lo circonda, di ciò che non c’è più, ma anche di ciò che può e deve ancora arrivare. Hallelujah è un canto di gioia, la casa, il tempo ritrovato, un gesto di cura per sé e per gli altri. Hallelujah.

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