L'ITALIANA IN ALGERI

gio 3 febbraio 2022, ore 17.00 (anteprima giovani)
sab 5 febbraio, ore 20.30

 

Dramma giocoso in due atti
Libretto di Angelo Anelli
Musica di Gioachino Rossini

Direttore d’orchestra Ferdinando Sulla
Regia Cecilia Ligorio
Scene Gregorio Zurla
Costumi Vera Pierantoni Giua
Luci Fabrizio Gobbi
Assistente alla regia Lisa Capaccioli

Mustafà Nicolò Donini*
Lindoro Shanul Sharma*
Isabella Francesca Di Sauro*
Elvira Giorgia Paci*
Zulma Mariangela Marini
Haly Pablo Gálvez*
Taddeo Peter Sokolov*
Impresario Simone Tangolo

Orchestra Sinfonica G. Rossini
Coro del Teatro della Fortuna
Maestro del Coro Mirca Rosciani

Nuovo allestimento della Fondazione Rete Lirica delle Marche
In collaborazione con il Rossini Opera Festival
e con l’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” di Pesaro

* Artisti provenienti dall’Accademia Rossinana “Alberto Zedda” di Pesaro

L'OPERA

ATTO I

Il Bey di Algeri, Mustafà, annoiato dalle donne del suo paese ne desidera una italiana: ripudia quindi la moglie Elvira e la offre in sposa a Lindoro, suo schiavo italiano, il cui amore è però rimasto in patria. Mustafà ordina al corsaro Haly di procurargli quel che brama, mentre Lindoro sembra sottomettersi al volere del suo padrone. Haly cattura Isabella, l’innamorata di Lindoro che aveva lasciato la patria insieme a Taddeo, cavalier servente che ne è a sua volta innamorato, per cercare il fidanzato. Isabella agisce con sicura disinvoltura sia con Haly e Taddeo, sia con Mustafà, fino a ritrovare Lindoro e a scongiurare la partenza di lui con Elvira, facendoselo affidare come schiavo.

ATTO II

Mustafà è ancora intenzionato a conquistare Isabella che, intanto, progetta la fuga insieme a Lindoro; per convincerla il Bey cerca aiuto in Taddeo, nominandolo suo “Gran Kaimakan”. Isabella, dal canto suo, istruisce Elvira su come assoggettare al proprio volere il capriccioso marito: i piani di Mustafà, affidati allo sciocco Taddeo, non possono che fallire causando per lui lo scorno generale. Anche Lindoro approfitta di Taddeo, nominandolo “Pappataci” di Isabella che, intanto, progetta di favorire la fuga di tutti gli Italiani prigionieri, raggirando il Bey e i suoi. Durante na cerimonia arriva il vascello della salvezza. A nulla valgono gli incitamenti di Taddeo: Mustafà ha imparato la lezione ma quando cerca di dare l’allarme, Eunuchi e Mori, grazie alla previdenza di Isabella, sono tutti quanti ubriachi. Al povero Bey non resta che farsi perdonare dalla fedele sposa, già pronta a riaccoglierlo a braccia aperte.

 

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