di Carl Orff
direttore Roberto Parmeggiani
solisti Anna Skibinsky, Gian Luca Pasolini, Roberto De Candia
Orchestra Sinfonica G. Rossini
Coro Teatro della Fortuna “M. Agostini”
maestro del coro Lorenzo Bizzarri
programma
CARL ORFF
Carmina Burana, per soli, coro, coro di voci bianche e orchestra
Fortuna imperatrix mundi
O fortuna coro
Fortune plango vulnera coro
I - Primo vere
Veris leta facies coro piccolo
Omnia sol temperat baritono
Ecce gratum coro
Uf dem anger
Tanz strumentale
Floret silva nobilis coro e coro piccolo
Chramer, gip die varwe mir coro e coro piccolo
Reie, swaz hie gat humbe coro
Chume, chume, geselle min! Coro piccolo
Were diu werlt alle min coro
II - In taberna
Estuans interius baritono
Olim lacus colueram tenore e coro (tenori e bassi)
Ego sum abbas baritono e coro (tenori e bassi)
In taberna quando sumus coro (tenori e bassi)
III - Cour d'amours
Amor volat undique soprano e voci bianche
Dies, nox et omnia baritono
Stetit puella soprano
Circa mea pectora baritono e coro
Si puer cum puellula 3 tenori, baritono 2 bassi
Veni, veni, venias coro doppio
In trutina soprano
Tempus est iocundum soprano, baritono coro e voci bianche
Dulcissime soprano
Blanziflor et helena
Ave, formosissima coro
Fortuna imperatrix mundi
O fortuna coro
La cantata scenica, composta da Carl Orff tra il 1935 e il 1936, è basata su ventiquattro poemi tra quelli trovati nei testi poetici medievali omonimi.
Il titolo completo è Carmina Burana: Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis, cioè canzoni profane per cantori e cori da eseguire col sussidio di strumenti e di immagini magiche. Furono rappresentati la prima volta l'8 giugno 1937 alla Staatsoper Francoforte sul Meno (mentre la prima italiana risale al 10 ottobre 1942 al Teatro alla Scala di Milano) e il successo fu tale che all’indomani della rappresentazione Carl Orff ebbe a scrivere al suo editore: “Può mandare al macero tutto quanto ho scritto sinora. Con i Carmina Burana inizia la mia produzione”.
Dopo il grandissimo successo di Francoforte la cantata fu eseguita in altre città tedesche e, nonostante fosse molto ostacolata dal regime per il tono erotico di alcuni canti, divenne l'opera musicale più conosciuta tra quelle composte durante il periodo nazista, caratterizzata da un’insistenza ritmica quasi ossessiva, dall’uso di strumenti percussivi e da una declamazione stentorea.
Un’opera che segnerà indelebilmente la sua carriera e la sua fama, finendo per diventare, almeno presso il grande pubblico, uno di quei casi di totale coincidenza tra l'autore e l'opera-capolavoro.
I Carmina Burana muovono dalla celebre raccolta medievale omonima, conservata fino all'inizio dell'Ottocento nel monastero di Benediktbeuren, fondato da San Bonifacio tra il 730 e il 740 in Baviera.
La monumentale silloge di canti goliardici duecenteschi viene ridotta mantenendo il plurilinguismo dell'originale (al latino si aggiungono l'Althochdeutsch e il provenzale).
Se i temi generali possono essere ricondotti a quelli tipici della poesia dei clerici vagantes, le tre sezioni, anche se mancanti di una trama vera e propria, sono dichiaratamente dedicate alla Primavera (Primo vere, un inno pagano), ai canti da taverna (In taberna) e all'amore (Cours d'amours, che culmina nell'invocazione a Venere Ave formosissima), articolando i singoli canti in una sorta di oratorio scenico.
Il prologo è invece dedicato alla Fortuna, sotto la cui ruota simbolicamente si collocano le sezioni successive. Il coro iniziale (Fortuna imperatrix mundi – O Fortuna) viene ripreso come sezione conclusiva (n.25), incorniciando ciclicamente i tre episodi, nei quali si alternano o si associano i tre solisti (soprano, tenore, baritono), il coro e il coro di voci bianche, su uno strumentale ricchissimo e di grande raffinatezza, sostituibile da due pianoforti e percussioni, secondo una ulteriore versione approntata dall'autore stesso. La varietà ne è il punto di forza: non soltanto per le soluzioni timbriche adottate, infinite e sempre efficaci, ma anche per l'adozione di accenti ora lirici, ora grotteschi, ora smaccatamente popolari, ora raffinati e colti, che si avvalgono di un linguaggio di rara immediatezza comunicativa, che, nonostante la ricercata veste arcaizzante, si fa – paradossalmente – totalmente novecentesco.
Anna Skibinsky, soprano
Nata in Russia, è diplomata in pianoforte e canto alla Rubin Academy of Music dell’Università di Tel-Aviv. Ha debuttato alla New Israeli Opera, interpretando il ruolo della Regina della notte nel Flauto magico ruolo che la farà poi debuttare nei più importanti Teatri Europei. Sempre per la New Israeli Opera, è stata Violetta ne La Traviata, Elvira ne L’Italiana in Algeri, Clorinda ne La Cenerentola, Frasquita in Carmen. A Savonlinna, in Finlandia, ha tenuto numerosi concerti e opere interpretando Adina ne L’elisir d’amore ed in Cile ancora il ruolo di Violetta.
In Italia si è esibita al Teatro San Carlo di Napoli diretta dal M° Daniel Oren, al Cortile del Palazzo del Quirinale e all’Accademia di Santa Cecilia, con gli omonimi Coro e Orchestra sotto la bacchetta sempre di Oren, all’Arena Sferisterio di Macerata, al Teatro delle Muse di Ancona, al Teatro Verdi di Trieste. Nel 2004 il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano con Les Contes d’Hoffmann di Offenbach, nel ruolo di Olympia diretta dal M° Gary Bertini.
A Londra, con la English Chamber Orchestra, ha tenuto un recital di musiche di Mozart e Donizetti. Nel 2005 è stata di nuovo Violetta all’Illinois Opera (USA).
Nel 2006 debutta con enorme successo al New York City Opera di New York nel ruolo di Adina diretta da Sir J. Miller ed al Deutsche Opera di Berlino in quelli della Regina della Notte e di seguito nuovamente in Gilda in Rigoletto di Verdi alla New Israeli Opera House di Tel Aviv, ruolo ricoperto anche l’anno dopo al Teatro Verdi di Trieste. Sempre nel 2007 ha interpretato la Regina della notte all'Opéra Théâtre d’Avignone.
Rimarchevole la sua interpretazione di Olympia al Teatro Regio di Torino nel 2010. Nello stesso anno è stata la Principessa Eudoxie ne La Juiv diretta dal M° Oren al New Israeli Opera di Tel Aviv e al Teatro dell’Opera di Roma.
Numerosa la sua attività concertistica di musica sacra e da camera tra cui si ricorda: Messa in do minore e Requiem di Mozart, Requiem di Fauré, Eine Deutsche Requiem di Brahms, Stabat Mater di Haydn, Missa Dolorosa di Caldara, Carmina Burana di Orff e Aria da Concerto di Mozart.
È stata insignita recentemente del Premio “The Stanley Tausend Award” come artista dell’anno al New York City Opera.
Nel 2011 è stata Gilda all’Opera House di Miami (USA), e ha debuttato nel ruolo di Euridice nell’Orfeo ed Euridice di Gluck a Tokio.
Gian Luca Pasolini, tenore
Gian Luca Pasolini a 30 anni inizia gli studi musicali ottenendo l’ammissione in conservatorio per “meriti speciali” grazie a rare qualità vocali. Si laurea nel 2002 con il massimo dei voti presso il Conservatorio Rossini di Pesaro. Consegue il Master con lode in canto lirico nel 2007 presso il Conservatorio Cherubini di Firenze. Si perfeziona all’Accademia Verdi-Toscanini di Busseto con Alain Billard e all’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino Bernadette Manca di Nissa.
Debutta nel 2006 Carmina Burana al Maggio Musicale Fiorentino con diretta radiofonica Rai3 scelto personalmente dal M° Zubin Mehta per festeggiare il suo 70° compleanno.
Nel 2007 inizia la collaborazione con il teatro alla Scala di Milano che gli offre il ruolo di protagonista assoluto nella nuova opera di Fabio Vacchi Teneke, con la direzione di Roberto Abbado e la regia di Ermanno Olmi. Da allora canta regolarmente in alcune maggiori istituzioni musicali del mondo.
Ha avuto il piacere e l’onore di essere diretto e condotto da maestri come Daniele e Roberto Abbado, Daniel Barenboim, Arnoud Bernard, Semyn Bychkov, Cristina Comencini, Richard Jones, Jannis Kokkos, Zubin Mehta, Eimuntas Nekrosius, Ermanno Olmi, Kazushi Ono, Donato Renzetti, Emilio Sagi, Dmitri Tcherniakov, Michail Zaniecki, Alberto Zedda.
Tra i ruoli debuttati si ricordano: la prima rappresentazione italiana di Where the wild things are di Oliver Knussen, le prime esecuzioni moderne di Geloso Sincerato di Giuseppe Nicolini, Don Falcone di Jommelli, incise da Bongiovanni, Sinfonia n. 9 di Beethoven, Das Lied von der Erde di Mahler, Juive di Halevy, Don Giovanni e Mitridate di Mozart, Stabat Mater e Viaggio a Reims di Rossini, La traviata e Rigoletto di Verdi, L’elisir d’amore, Lucia di Lammermoor e Anna Bolena di Donizetti questa ultima commercializzata in DVD per Dynamic. In DVD è anche reperibile Il giocatore di Sergej Sergeevič Prokof'ev registrato allo Staatsoper unter den linden di Berlino diretto da Daniel Barenboim.
Roberto De Candia, baritono
Roberto De Candia svolge un’importante carriera internazionale che l’ha condotto sui palcoscenici delle maggiori istituzioni musicali del mondo, fra i quali Teatro alla Scala, Covent Garden, Metropolitan Opera, Wiener Staatsoper, Salzburg Festival, Opera Company di Philadelphia, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Glyndebourne Festival, Opéra Comique di Parigi, New National Theatre di Tokyo, Opernhaus di Zurigo, Deutsche Oper di Berlino, Bayerische Staatsoper di Monaco, Monnaie di Bruxelles, Nederlandse Opera di Amsterdam, Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro Comunale di Bologna, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Teatro Regio di Parma.
Nel corso della sua carriera ha avuto modo di collaborare con direttori, fra gli altri, quali John Eliot Gardiner, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Riccardo Muti, Riccardo Chailly e Giuseppe Sinopoli.
Raffinato interprete rossiniano, Roberto De Candia è regolarmente ospite del Rossini Opera Festival di Pesaro. Dopo il debutto pesarese nel ruolo di Parmenione nell’Occasione fa il ladro (1996), vi è ritornato per interpretare numerose produzioni, fra le quali Il signor Bruschino (Bruschino Padre; 1997), Adina, ovvero il Califfo di Bagdad, Il viaggio a Reims (1999), La Cenerentola (Dandini; 2000) and Il turco in Italia (Poeta Posdocimo; 2002).
Ospire regolare del Teatro alla Scala, vi ha debuttato nella stagione 1996/07 nell’Armide (Ubalde) di Gluck. In seguito ha preso parte a numerose altre produzioni, fra le quali Il turco in Italia (Prosdocimo), Linda di Chamounix (Antonio), Manon Lescaut (Lescaut), La forza del destino (Melitone; anche in tournèe in Giappone nel 2000), Il barbiere di Siviglia (Figaro; 1999, 2002), L’elisir d’amore (Belcore; 1998, 2001), L’Italiana in Algeri (Taddeo; 2003) e Il dissoluto assolto (Leporello; 2006).
Dopo il debutto al Metropolitan nel 1998 con Manon (Lescaut) di Massenet, vi è stato invitato nuovamente sul per interpretare La cenerentola (Dandini), L’elisir d’amore (Belcore), La bohème, Manon, L’italiana in Algeri e Cyrano de Bergerac di Alfano (con Placido Domingo).
Ha inaugurato la stagione 2011/12 intepretando Gianni Schicchi (ruolo del titolo) alla Finnish National Opera di Helsinki, Don Pasquale (Malatesta) a Treviso e Ferrara, Il Maestro di Cappella all’Opéra Comique de Paris, e Il barbiere di Siviglia (Figaro) al Teatro Regio di Torino e La traviata al Teatro della Fortuna di Fano.
Fra i suoi prossimi impegni annovera Gianni Schicchi e I Pagliacci alla Cincinnati Opera, Il barbiere di Siviglia (Figaro) al Teatro Verdi in Trieste, La forza del destino (Fra Melitone) al Liceu di Barcelona, L’elisir d’amore (Dulcamara) alla Hamburgische Staatsoper.
Fra i successi più recenti si segnalano le acclamate interpretazioni de Il barbiere di Siviglia (Figaro) alla Wiener Staatsoper e al Teatro Regio di Torino, Falstaff (ruolo del titolo) ad Amburgo, alla Finnish National Opera di Helsinki e a Tenerife, L’elisir d’amore (Belcore) al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Lirico di Cagliari, La forza del destino (Fra Melitone), Don Pasquale (Dottor Malatesta) e Manon Lescaut (Lescaut) al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, La traviata (Germont) alla Hamburgische Staatsoper e al Teatro Lirico di Cagliari, Gianni Schicchi (ruolo del titolo) alla Finnish National Opera in Helsinki, Il Maestro di cappella (ruolo del titolo) a St. Petersburg, L’Italiana in Algeri (Taddeo) a Mosca con la direzione di Alberto Zedda e al Teatro Regio di Torino, La bohème (Marcello) al Teatro Regio in Torino, La Cenerentola (Dandini) al New National Theatre di Tokyo, al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Teatro Petruzzelli di Bari, Gianni di Parigi al Festival della valle d’Itria di Martina Franca e Le Comte Ory al Rossini Opera Festival di Pesaro.
La sua vasta discografia include Corradino di Galante, Saffo di Pacini, Messa di Gloria di Mascagni, La cenerentola (ROF Edition), oltre a Il turco in Italia (vincitore del Gramophone Award) e La bohème, in entrambi i casi con la direzione di Riccardo Chailly per la Decca.
Dopo aver iniziato gli studi come violoncellista, ha studiato canto sotto la guida di Lajos Kozma e Sesto Bruscantini. Vincitore del Concorso Internazionale “A. Belli” di Spoleto nel 1990, subito dopo ha compiuto due prestigiosi debutti, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma (Messa di Gloria di Puccini) e al Teatro Regio di Parma (Manon di Massenet).
Roberto Parmeggiani , direttore d’orchestra
È diplomato in Direzione d’Orchestra, Composizione, Pianoforte, Composizione Polifonica Vocale, Musica Corale, Strumentazione per Banda. Dopo gli studi, compiuti anche a Vienna, ha seguito gli insegnamenti di Piero Bellugi.
E’ stato Assistente al Direttore d’orchestra presso il Maggio Musicale Fiorentino (Z. Mehta, G. Albrecht, T. Guschlbauer), dove ha ricoperto inoltre diversi incarichi in produzioni dirette da C. Abbado, B. Bartoletti, D. Oren, partecipando alla tournée in Giappone nel 2001. Ha collaborato con R. Chailly presso Teatro alla Scala di Milano, P. Maag e A. Zedda al Teatro R. Valli di R. Emilia ed è stato invitato a collaborare al Ravenna Festival 2005, divenendo in seguito assistente di P. Fournillier, anche presso il Teatro Verdi di Trieste.
Con Carlo Guelfi e la Würtembergische Philharmonie Reutlingen ha inciso il CD Carlo Guelfi - Le arie preferite.
E’ Docente presso il Conservatorio Martini di Bologna.



